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E' comodo ed economico il nuovo servizio "Park&Gol" pensato dall'Azienda Napoletana Mobilità per chi va allo stadio. Attivo a partire da sabato 25 febbraio in occasione dell'incontro di campionato Napoli-Atalanta delle ore 18.00, il servizio consente al costo di soli 3 euro di lasciare la propria auto al parcheggio di interscambio di Viale della Liberazione (a Bagnoli) e con la "navetta bus" dedicata, raggiungere in pochi minuti lo stadio San Paolo e ritornare al parcheggio a fine partita.
La prima corsa della navetta bus dal parcheggio di Viale della Liberazione (Bagnoli) è prevista alle ore 16.00 con frequenza ogni 15 minuti. Le corse per il rientro al parcheggio sono previste alle ore 20.15 e alle ore 20.30. Il parcheggio Bagnoli chiude alle ore 24.00.
"Con Park&Gol - spiega Alberto Ramaglia, Amministratore Unico ANM - si arricchisce la rosa dei servizi intelligenti offerti dall'azienda unica di trasporto della città di Napoli per facilitare gli spostamenti verso lo stadio e decongestionare il traffico veicolare di superficie. Le tecnologie e una più efficace ottimizzazione delle risorse e dei mezzi a disposizione ci consentono di rispondere meglio alle esigenze della clientela".

ISTRUZIONI PER L'USO
- il parcheggio di Viale della Liberazione si trova nei pressi dell'ex NATO (dalla tangenziale uscita Agnano)
- ritira il ticket alla colonnina di ingresso
- parcheggia la tua auto e recati alla cassa
- chiedi all'addetto di convertire il tuo ticket nella "tariffa Park&Gol" e ritira il biglietto valido per utilizzare il bus navetta fino a 5 persone
- recati alla cassa automatica per pagare l'importo ed evitare la fila al ritorno
- prendi la navetta all'uscita del parcheggio e recati allo stadio. Il tempo di viaggio previsto è di 10/15 minuti.
La navetta collega il parcheggio di Bagnoli con Piazzale Tecchio
Il meeting point per il ritorno è la prima fermata in via Diocleziano (n.2189). La navetta non effettua fermate intermedie.
La prima corsa dal parcheggio di Bagnoli è prevista alle ore 16.00 con frequenza di circa 15 minuti.
Le corse per il rientro al parcheggio sono previste alle ore 20.15 e alle ore 20.30.
Nella struttura di Viale della Liberazione è possibile parcheggiare anche moto e motocicli.
Fonte:Comune di Napoli

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Pavoletti avrà tempo di integrarsi o diventerà un nuovo Gabbiadini? Questo l'interrogativo posto dall'edizione odierna della Gazzetta dello Sport: "I dubbi ancora circondano Pavoletti, ma sono quelle paure che pensi di poter superare. Cioè, non è stato preso un centravanti scarso, però si vede che è un tronco in mezzo a tanti ramoscelli. Non si sposta se non rallentando il meccanismo, mentre gli altri sono un fruscio continuo. Va intagliato, va adattato al sistema. Bisogna vedere se ne avrà il tempo o se diventerà un secondo Gabbiadini".

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Squadra compatta e schierata con il proprio tecnico. Questa l'analisi di Tuttosport dopo la vittoria di Verona: "Primo tempo da incorniciare per gli uomini di Maurizio Sarri che, oltre alla grande prova della sua squadra, si porta a casa anche il chiaro messaggio che hanno lanciato nei suoi confronti i tifosi partenopei. Eloquente a tal proposito lo striscione esposto in curva dagli ultrà: "De Laurentiis buffone". Le parole del presidente del club azzurro dopo la sconfitta di Madrid sono state ritenute ingenerose nei confronti dell'allenatore e l'impressione che si è avuta è che anche la squadra si sia stretta attorno al proprio tecnico. La dimostrazione? L'esultanza al gol di Insigne di squadra e panchina, con Sarri con i pugni al cielo in segno di grande gioia".

Domenica, 19 Febbraio 2017 14:30

Chievo-Napoli…Le Formazioni Ufficiali

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CHIEVO

Chievo Formazione Ufficiale 4 3 2 1

Come prevedibile Rolando Maran schiera una formazione più coperta rinunciando alle due punte, la difesa vedrà Cacciatore e Gobbi creare l’ampiezza in fase di possesso palla clivense e copertura sugli esterni alti del Napoli in quella di non possesso; si preannunciano duelli “muscolari” tra Spolli e Gamberini con Pavoletti, schierato titolare nel tridente azzurro.

A centrocampo Radovanovic assicurerà la solita trasmissione palla ma dovrà stare attento alla presenza di Pavoletti in zona, Izco e Hetemaj assicureranno soprattutto tanta corsa, Hamsik potrebbe soffrire la presenza di Izco nella sua zona di competenza, ragion per cui Ghoulam ed Insigne dovranno giocare molto vicini al Capitano del Napoli.

La presenza di due trequartisti Birsa e Castro potrebbe mettere in difficoltà Jorginho, ragion per cui, approfittando della contemporanea presenza di un solo attaccante (Inglese), uno tra Maksimovic e Koulibaly (le doti tecniche suggerirebbero il serbo) dovranno collaborare spesso con l’italo-brasiliano nella costruzione della manovra.

NAPOLI

1561469 Napoli

Il Napoli si presenta con due sorprese: Maksimovic in difesa al posto di Albiol e Pavoletti in attacco al posto di Mertens.

La difesa si presenta con tre quarti dei titolari, Hysaj-Gobbi e Ghoulam-Cacciatore i duelli in fase di non possesso palla degli azzurri; solita alternanza di un esterno bloccato e l’altro in fase di spinta nel possesso palla azzurro; Maksimovic e Koulibaly dovranno stare attenti nei meccanismi marco/copro su Inglese in fase di non possesso, dovranno collaborare alla costruzione della manovra in quella di possesso palla.

Il centrocampo vede Allan e Jorginho vincere i rispettivi ballottaggi, in fase di non possesso sarà importante il dinamismo di Allan, elemento di garantire numerosi recuperi palla, Jorginho non sarà atteso da un compito facile, l’ex Verona si troverà Castro e Birsa in zona e quindi dovrà essere rapido nel giro palla azzurro, Hamsik potrebbe rendersi pericoloso nelle incursioni offensive.

In attacco Callejon-Gobbi e Insigne-Cacciatore saranno i duelli in fase di possesso azzurro, tra i due sembra lo spagnolo quello più avvantaggiato, l’ex Cagliari e Fiorentina (Gobbi) è quello meno abituato a fare la fase di non possesso, Pavoletti è chiamato ad un lavoro importante, dovrà infatti assicurare passaggi importanti per gli esterni e stare attento a non rallentare il gioco del Napoli con veloci passaggi di palla, la continua spinta assicurata in ampiezza dagli esterni bassi clivensi doverebbe altresì avvantaggiare soprattutto gli esterni alti del Napoli.

Sabato, 18 Febbraio 2017 17:01

Il Chievo di Rolando Maran

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Domenica il Napoli affronterà il Chievo di Rolando Maran, i clivensi sono una realtà affermata e presente per più campionati consecutivi in Serie A; la squadra adotta un 4-3-1-2 con il centrocampo disposto “a rombo”, tuttavia non disdegna di utilizzare il 4-3-2-1 (“Albero di Natale”), in un’occasione (contro la Juve) ha, invece, affrontato la sfida con il 5-3-2.

Chievo Verona 4 3 1 2

I veneti sono la squadra con l’età media (31 anni nell’undici tipo) più alta del nostro campionato; in porta Maran si avvale dell’esperienza di Stefano Sorrentino, elemento non troppo alto garantisce esplosività e una capacità di leggere le situazioni dovuta ai numerosi campionati disputati in Serie A; la difesa vede Cacciatore a destra, Dainelli e Gamberini al centro e Gobbi a sinistra; a destra alternativa credibile è rappresentata da Nicholas Frey, (utilizzabile anche a sinistra); al centro Spolli (ex Catania) e Cesar risultano essere alternative affidabili mentre a sinistra lo stesso Frey e Cacciatore garantiscono la spinta di Gobbi. In fase di possesso palla i quattro difensori guadagnano campo pazientemente, aspettando l’attimo giusto per la verticalizzazione, in fase di non possesso la linea difensiva è bassa e si dispone a zona, pronta ad alzarsi o a scappare all’indietro a seconda che la palla sia coperta o scoperta, con i due centrali molto abili nel gioco aereo.

LAmpiezza assicurata dagli Esterni

Il centrocampo è formato da Radovanovic “vertice basso” del “rombo” e Birsa “vertice alto”; Rigoni (con caratteristiche simili) e de Guzman (più tecnico) sono le alternative a Radovanovic mentre lo stesso centrocampista ex Napoli può sostituire tranquillamente anche Birsa, sicuramente l’elemento più pericoloso dei clivensi; le mezzali sono l’argentino Castro a destra e Hetemaj a sinistra, tuttavia Izco e Rigoni assicurano buone prestazioni sulla destra; così come de Guzman (elemento molto duttile, voluto proprio per queste doti da Benitez al Napoli), lo stesso Castro e Bastien garantiscono affidabilità sul centrosinistra; il “vertice basso” (Radovanovic) è sempre pronto ad offrire l’appoggio ai propri compagni, non è un caso che il serbo sia il giocatore del Chievo con il maggior numero di passaggi nei novanta minuti (59.3). Questo dato però non ci deve trarre in inganno, Radovanovic infatti non è il regista della squadra, i palloni vengono smistati da altri giocatori, su tutti Dainelli e Birsa, su quest’ultimo ci sono da fare un paio di considerazioni: Birsa è un elemento imprescindibile per il Chievo, essendo il giocatore con il tasso tecnico più elevato, lo sloveno diventa il catalizzatore della manovra offensiva; con la sua grande libertà di movimento svaria per tutta la metà campo avversaria, ricevendo palloni dai compagni e ricercando l’ultimo passaggio, ma se la situazione lo richiede arretra la sua posizione e si trasforma in un vero e proprio regista basso.

In attacco i giocatori più utilizzati sono Meggiorini e Pellissier, la prima alternativa ai due è rappresentata dal giovane talento Roberto Inglese (ha caratteristiche da seconda punta) tuttavia anche Floro Flores (ultimo prodotto del vivaio del Napoli della gestione Naldi-Corbelli) garantisce un ottimo apporto in termini di minutaggio.

Rolando Maran non disdegna di utilizzare anche il 4-3-2-1, in tal caso due tra Birsa, Castro e de Guzman giocano tra le linee di reparto avversarie (con Birsa più libero di spingersi in zona goal) e Inglese (o Pellissier) ad agire come punto di riferimento avanzato.

Chievo Verona 4 3 2 1

In fase di possesso palla il Chievo Verona è una squadra che esprime principi di gioco basilari: l’uso del rombo di centrocampo, che per sua natura è scaglionato (cioè disposto su più linee di gioco), sommato alla mobilità delle mezzali e del trequartista, elimina i punti di riferimento agli avversari e di conseguenza aumenta le soluzioni di passaggio del portatore, che avrà quindi maggiori possibilità di sviluppare il gioco in varie zone del campo.

La verticalizzazione è il leitmotiv di questa squadra, necessaria sia per conquistare spazio in avanti sia per rendersi pericolosa in zona gol; se gli avversari concedono le fasce, ecco allora che si cerca l’ampiezza con gli esterni: Gobbi e Cacciatore si alzano, Birsa in possesso palla, può smistare sulle fasce.

Il Chievo utilizza anche i traversoni dalla trequarti: Gobbi si prepara a crossare, Birsa gli va in aiuto, Castro si inserisce in area, mentre le due punte fanno i classici movimenti; Inglese va incontro e Meggiorini va in profondità

Movimenti su traversone

Altra situazione utilizzata prevede anche la sovrapposizione di Gobbi si sovrappone sulla sinistra: in tal caso è Birsa a verticalizzare mentre Castro si inserisce in area, e le due punte attaccano entrambe l’area di rigore.

Lattacco con le mezzali

In fase di non possesso Maran schiera i suoi con il 4-3-1-2, stretto e scaglionato, la linea difensiva è bassa e si dispone a zona, pronta ad alzarsi o a scappare all’indietro a seconda che la palla sia coperta o scoperta, con i 2 centrali molto abili nel gioco aereo e Radovanovic che controlla la zona davanti alla difesa.

Il Chievo in fase di non possesso

La mezzala lascia la propria posizione per uscire sull’esterno avversario in possesso palla. Il rombo di centrocampo grazie alla sua densità centrale, costringe gli avversari ad uscire sulle fasce, qui mezzala e l’esterno creano una catena laterale con l’intento di riconquistare palla e ripartire in contropiede, per questo motivo il trequartista e le due punte giocano sempre sopra la linea della palla.

Il Chievo Verona è una squadra che sa perfettamente cosa fare, si adatta in base alla situazione di gioco in cui si trova. In linea generale i giocatori hanno compiti di copertura ma se la situazione lo richiede si esce in pressing. Il pressing vieni quindi eseguito solo quando i clivensi sanno di avere buone opportunità di riconquistare la palla, ossia, a palla coperta o quando gli avversari si rinchiudono sulle catene laterali o fanno ripartire l’azione dal portiere.

Il Chievo non è una squadra molto prolifica, tutt’altro, con una media di 1.06 gol a partita è la squadra che ha tirato meno in porta di tutta la Serie A, con soli 61 tiri.

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Un'altra polemica. Ancora una volta con Aurelio De Laurentiis protagonista, col microfono in mano e l'ugola rovente. E il bersaglio è sempre lo stesso: il suo allenatore, Maurizio Sarri. Secondo La Gazzetta dello Sport l'attacco effettuato nel post-partita di Real Madrid-Napoli ha rotto in maniera decisa il rapporto tra il presidente e l'allenatore:

"La notte di Madrid potrebbe anche essere quella di una rottura decisa nel rapporto tra Aurelio De Laurentiis e Maurizio Sarri. L’attacco frontale del presidente, dopo la sconfitta del Bernabeu, ha avuto un solo riferimento: l’allenatore e le sue scelte. [...] In una sola serata De Laurentiis ha delegittimato Sarri per ben tre volte: facendo entrare Maradona nello spogliatoio poco prima che iniziasse la partita per caricare la squadra; quando ha parlato di Ibrahimovic e del suo desiderio di volerlo sulla panchina del Napoli come allenatore; e, infine, contestandogli le scelte a fine gara. [...] Ed è stato proprio il mancato utilizzo di Rog al Bernabeu, oltre al dirottamento di Pavoletti in tribuna, a far partire l’embolo presidenziale".

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"Il Napoli comunica silenzio stampa ad oltranza". Con questo tweet Radio Kiss Kiss Napoli, la radio ufficiale della SSC Napoli, annuncia la decisione presa dalla società azzurra in seguito alle polemiche dovute alle dichiarazioni di Aurelio De Laurentiis, che già ieri, prima della partenza, aveva detto a qualche collega che l'avrebbe fatto.

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Il patron azzurro non è rimasto soddisfatto dell'atteggiamento della squadra

Il Napoli esce sconfitto dal 'Bernabeu': l'andata degli ottavi di Champions se l'aggiudica il Real Madrid col punteggio di 3-1. Un match che il patron azzurro, Aurelio De Laurentiis, ha commentato a caldo ai microfoni di 'Premium Sport':

"Credo che questa sera l'unico che ha avuto 'cazzimma' è stato Insigne, gli altri proprio non c'erano, sono spariti dal campo. Quando si è giovani bisognerebbe essere umili. Ed invece erano tutti assenti tranne Insigne", il duro messaggio lanciato dal presidente. Un lungo sfogo nel corso del quale si è fatto il punto sulle news Napoli e ovviamente sulla gara: "Diciamo che ci è andata di lusso perché potevamo perdere anche 5-0 per la nostra confusione. Magari al 'San Paolo', quando segneremo il primo gol, anche i nostri avversari andranno in confusione nella nostra bolgia".

"Si può parlare di tante cose - ha proseguito De Laurentiis - poteva giocare Tizio o Caio ma queste valutazioni le lasciamo all'allenatore. Sono convinto che a Napoli sarà tutta un'altra storia. Quando si è giovani bisognerebbe avere umiltà, però stasera vedevo che proprio non ci stavamo. Come tutta la squadra. Solo Insigne, non solo per il gol, ma per come ha gestito la gara ha avuto la giusta cazzimma. Evidentemente si pretende troppo da chi è stato spostato in un ruolo non suo, forse se non avessimo avuto l’incidente di Milik stasera avremmo visto un’altra gara. Non voglio però entrare nel merito delle scelte, spettano ad altri. Posso non condividerle ma le tengo per me, non le dico nemmeno a chi è competente per questo. Si devono cercare delle alternative non alla vigilia della Champions, ma prima. Si vuole evitare la sperimentazione, che in realtà è utile in una rosa così lunga. Non come ai tempi di Mazzarri. A me non interessa vincere sempre in campionato, perché alcune sconfitte mi permettono di capire gli acquisti ed i moduli. Perché altrimenti arriverò alla fine del campionato con gente che non ha giocato. Si cerca di difendere troppo le proprie posizioni, quando l'unica che conta è quella del Napoli. I tifosi non sono stupidi, capiscono che certe sconfitte possono arrivare per testare i nuovi acquisti. Io ho investito dei soldi su alcuni calciatori e non saprò se ho fatto bene perché non giocano".

Ultima postilla dedicata al calciomercato, col numero uno che ha confermato i vari interessamenti per i suoi big: "La differenza questa sera l'ha fatta il valore delle due rose? Con Aronica e Grava affrontavamo il Chelsea ed il Manchester City, non credo che ci sia questa grossa differenza di qualità perché valgono centinaia di milioni o stipendi milionario. Credo sia mancata precisione ed aggressività. Se noi pensiamo che giocando con la linea alta possiamo battere tutti esageriamo, forse in certe gare bisogna adottare una tattica diversa. Queste sconfitte ci fanno crescere e maturare. Abbiamo giocatori che ci invidiano tutti quanti, già ci stanno sollecitando con delle offerte che io rispedisco al mittente. Ricordiamoci sempre che siamo partiti da zero, ho preso le carte in Tribunale".

Fonte:calciomercato.it

Lunedì, 13 Febbraio 2017 21:05

REAL MADRID-NAPOLI Analisi Tattica

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Si apre con Real Madrid-Napoli del 15.Febbraio.2017, ore 20.45, un mese cruciale, duro ed al contempo affascinante per il Napoli; sarà un mese che ci dirà tanto sia sul piano della qualità che su quello della quantità della rosa messa a disposizione di Mr.Sarri.

Il Real Madrid, allenato da Zinedine Zidane è il detentore della Champions League e parte favorito nei pronostici, è una squadra che assomiglia sempre più alle linee guida del calcio spagnolo anche se si discosta da esso per la duttilità dei Sistemi di Gioco utilizzati dal tecnico di origine algerina (4-2-3-1 e 4-3-3) e per il possesso palla non troppo marcato teso, innanzitutto a sviluppare in modo verticale il gioco.

Non è semplice rinchiudere il calcio nei numeri che tanto piacciono ai media, ma l’analisi del gioco madrileno riconduce ad alcuni dogmi fondamentali. Il primo è sicuramente la difesa a quattro, schierata ad arco con gli esterni bassi alcuni metri più avanti rispetto ai due difensori centrali. Il centrocampo, a seconda della partita e dell’avversario, si schiera con due mediani davanti alla difesa o con un perno basso e due mezz’ali. La fase di rifinitura e finalizzazione è orchestrata dai grandi talenti a disposizione del tecnico marsigliese, che può scegliere fra tre trequartisti ed una punta o un tridente puro. A seconda degli interpreti, dunque, Zidane sceglie di giostrare in modo diverso la fase di costruzione e rifinitura.

La squadra è composta da elementi molto duttili, in grado di cambiare anche durante la partita movimenti e caratteristiche di gioco. In porta il titolare è Keylor “el Gato” Navas, portiere molto agile ed esplosivo, è nazionale costaricense, alternativa abbastanza utilizzata e Casilla (quasi omonimo del più celebre Iker che gioca nel Porto); in difesa a destra troviamo Carvajal, esterno piccolo di statura ma si rivela un motorino instancabile, ha caratteristiche offensive anche se non è a disagio nella fase di non possesso; alternativa allo spagnolo è Danilo, nazionale brasiliano, l’ex Porto è molto dotato fisicamente e viene utilizzato anche sull’altra fascia, ha caratteristiche prettamente offensive; al centro i titolari sono Sergio Ramos e Raphael Varane, il primo ha caratteristiche più da marcatore, gioca con personalità e grinta, è molto decisivo in area di rigore avversaria dove segna spesso goal decisivi (ultimamente ha raggiunto il pareggio nel “Clàsico” contro il Barcellona) e costituisce il perno anche della nazionale spagnola, Varane ha caratteristiche più di regista, è stato compagno di squadra del napoletano Kalidou Koulibaly nella selezione under 19 nel 2011 in Turchia. Le alternative ai titolari sono Pepe e Nacho Fernandez, il primo ha origini brasiliane ed è nazionale portoghese, dotato di un fisico eccezionale, risulta un po’ lento, Nacho (nel mirino di Napoli e Roma in numerose sessioni di calciomercato) è un centrale rapido, in grado di interpretare tutti i ruoli della difesa; a sinistra agisce Marcelo, è uno degli esterni bassi più tecnici presenti sul palcoscenico internazionale, ha un’ottima intesa con Cristiano Ronaldo e garantisce soprattutto ampiezza sull’out mancino, anche il già citato Danilo e Fabio Coentrão possono occupare quella parte di campo.

A centrocampo giocano Modric, Kroos e James Rodriguez, è un reparto molto tecnico, in grado di nascondere letteralmente la palla agli avversari, i primi due infatti sono centrali di regia che si alternano nella gestione dell’azione mentre Rodriguez ha un passato di attaccante, giocava esterno alto nel Porto, ha progressivamente arretrato il proprio raggio d’azione diventando una mezzala, stesso percorso fatto da Marco Asensio, giovane talento maiorchino, è stato al centro di una sfida nella sfida, di mercato, tra Real e Barcellona, vinta dal club della capitale; contraddistinguono il talento madrileno: dribbling e fulminanti uno contro uno, ha buona visione di gioco che gli consentono di giocare sia come esterno alto che come trequartista. L’unico centrocampista che possiede caratteristiche più difensive è Casemiro, il brasiliano si allinea spesso ai due centrali di difesa garantendo minori distanze tra i reparti, soprattutto in fase di non possesso.

L’attacco è sicuramente il reparto più forte, ha in Cristiano Ronaldo il suo punto forte, del futuro Pallone d’oro (le indiscrezioni confermano che il portoghese verrà insignito del titolo a breve) si sa tutto, Benzema è il perno centrale del gioco ma, spesso scambia la posizione con CR7, è dotato di forza e velocità, anche Bale assicura un elevato livello di pericolosità, sa abbinare forza fisica e qualità tecniche importanti. Isco e Morata sono alternative da tenere in considerazione, anche se non sono mai entrati nei titolari con questo sistema di gioco, il primo come alternativa alle mezzali, il secondo come alternativa a Benzema.

Real Madrid 4 2 3 1

Con il 4-2-3-1 la fase di costruzione si basa su di una mediana con due giocatori, generalmente Kroos e Modric (o Kovacic), che giocano sulla stessa linea. Il loro compito è quello di innescare la linea dei trequartisti, dove a sinistra si piazza Cristiano Ronaldo, in mezzo uno fra James Rodriguez e Isco, ed a destra Gareth Bale (sostituito da Vazquez a seguito dell’infortunio alla caviglia del gallese). Il centravanti è sempre Karim Benzema, raramente sostituito nello scacchiere titolare dall’ex bianconero Morata.

Real Madrid 4 3 3

Con il 4-3-3 la costruzione di gioco cambia radicalmente. Il centrocampista davanti alla difesa, Kroos, diventa il fulcro del gioco ed arretra fra i due centrali (Salida Lavolpiana) quando la squadra parte con il giro palla dalla difesa.

Salida Lavolpiana del Real Madrid

Accanto a lui agiscono due mezz’ali, generalmente Modric mezzala destra e Isco mezzala sinistra. Davanti il tridente vede Ronaldo a sinistra, Benzema al centro e Bale o Vazquez a destra. In tal caso le verticalizzazioni godono dell’eccelsa capacità tecnico-tattiche delle due mezzali (Isco e Modric) che si combinano alla grande con l’ampiezza garantita da Danilo (soluzione più “fisica” ed offensiva) oppure Carvajal (soluzione più dinamica ma più di contenimento) sulla destra

La Spinta degli Esterni Bassi 2

e Marcelo (esterno dotato di fisico e piedi vellutati) sulla sinistra;

La Spinta degli Esterni Bassi

e dalla capacità di spinta e sui tagli letali di Bale e Cristiano Ronaldo (Detentore del Pallone d’oro ed in lotta con Messi del Barcellona per il Titolo di migliore giocatore dell’ultimo decennio). È interessante sottolineare alcuni numeri significativi a dimostrare che Cristiano Ronaldo riesce ad accentrare il gioco offensivo del Real Madrid di Zidane; è il giocatore con più goal segnati e, analizzando i match di UEFA Champions League dove il livello tecnico-tattico degli avversari è più elevato. CR7 risulta essere il giocatore che tira maggiormente verso la porta (33 tiri in 6 partite, una media di 5,5 conclusioni a partita), tanto da dentro quanto da fuori area.

In fase di Possesso Palla il Real Madrid sviluppa il gioco con un giro palla da dietro. Kroos scende fra i due centrali di difesa, che si allargano, cercando prima possibile il gioco sulle fasce. A differenza di molte squadre spagnole, fra tutte il Barcellona, il giro palla non è esasperato. I concetti chiave del gioco merengue sono la ricerca degli esterni bassi e la verticalizzazione in profondità, innescando la velocità degli attaccanti; ciò per esaltare due caratteristiche fondamentali:

  • l’eccelsa tecnica di base dei suoi;
  • le performance fisico-atletiche di elementi molto dotati dal punto di vista atletico.

Il gioco dei blancos sfrutta il dinamismo di Benzema e le costanti sovrapposizioni degli esterni bassi, tanto Danilo quanto Carvajal a destra e Marcelo a sinistra sfruttano il giro palla per attaccare il lato debole o, semplicemente, sovrapporsi dando al portatore di palla una possibilità di scarico sulla fascia.

Lo stesso discorso vale per le mezze ali, Isco soprattutto. Gli avversari tendono infatti a circondare il portatore di palla, che a questo punto ha davanti a sé due ipotesi: l’uno contro uno o lo scarico. Il movimento ad attaccare la profondità da parte di una mezzala è una delle opzioni maggiormente utilizzate dal Real Madrid, fatta eccezione da Cristiano Ronaldo, che ama particolarmente l’uno contro uno.Il fuoriclasse portoghese è l’elemento “sorpresa” del gioco offensivo di Zidane. Se è risaputo che parta da sinistra, infatti, è altrettanto vero che ama tagliare verso il centro e svariare sul lato opposto dell’attacco, scambiandosi con un altro velocista come Bale.

Movimenti degli Esterni Alti

Altrettanto fondamentale per il Real Madrid è il gioco fatto da Karim Benzema, nell’immaginario collettivo è una prima punta che gioca sulla profondità e ama stazionare nell’area di rigore. Zidane ha modificato l’atteggiamento tattico del suo attaccante, chiedendogli movimenti che generalmente non si confanno alla perfezione con quelli di un numero 9. Benzema, infatti, pur partendo da posizione centrale, tende a svariare ed allargarsi sul lato sinistro dell’attacco madrileno, favorendo in questo modo il taglio verso il centro di Cristiano Ronaldo. La mossa, estremamente intelligente, è volta a disorientare i centrali avversari, che potrebbero essere tentati di seguire il movimento di Benzema, ed a favorire l’inserimento degli esterni alti lanciati in velocità verso il centro dell’area di rigore.

I Movimenti di Benzema

Finora sono state analizzate le caratteristiche offensive del Real Madrid, ma è in fase di non possesso palla che Zidane ha portato le maggiori innovazioni, portando nella squadra della capitale quanto appreso nel suo periodo italiano, poiché la fase difensiva risulta estremamente curata ed affidabile. Pur non rinunciando ad attaccare, il Real Madrid resta una squadra dotata di grandissimo equilibrio, merito del filtro operato dal centrocampo, ma anche e soprattutto dall’atteggiamento tattico che Zidane ha inculcato nei suoi uomini: Densità in zona palla e pressing sul portatore sono i dogmi principali della fase di non possesso del Real Madrid, dove tutti i giocatori partecipano ad entrambe le fasi di gioco.

Il Real Madrid In fase di Non Possesso

Come si può vedere, in 25 metri circa sono racchiusi tutti e 10 i giocatori di movimento a disposizione dell’allenatore marsigliese. Gli spazi di gioco, per gli avversari, risultano essere quindi molto pochi. Questo atteggiamento difensivo porta gli avversari ad avere due sole opzioni: scaricare indietro e perdere campo o tentare l’uno contro uno per recuperare una situazione di parità o superiorità numerica. Questo atteggiamento difensivo si rivela particolarmente proficuo poiché il Real Madrid è una delle squadre che ha commesso meno falli in questa stagione di Champions League.

La densità in zona palla, infatti, permette ai giocatori di Zidane di arginare la costruzione di gioco avversaria ed evitare di subire contropiedi letali, soprattutto nella fase di costruzione di gioco offensiva. La ricerca della verticalizzazione e degli inserimenti, infatti, permettono al Real Madrid di non lasciare sguarnita la difesa. Nella partita contro il Borussia Dortmund al Westfalenstadion, ad esempio, i blancos sono riusciti ad arginare la velocità del BVB di Tuchel proprio non lasciando loro lo spazio per ripartire in contropiede con velocità.

Aggressione del Portatore di Palla Centrale

Il raddoppio è l’arma che Zidane utilizza per chiudere gli spazi agli avversari, costringendoli appunto all’uno contro uno o allo scarico arretrato. Quest’affermazione è vera sia in fase di non possesso che in fase di transizione negativa, situazione in cui i giocatori madrileni applicano l’aggressione volta al recupero della sfera.

Aggressione del Portatore Palla sullesterno

Se la zona centrale è adeguatamente coperta, qualche difficoltà in più è riscontrata nel contenimento sui triangoli laterali. Specialmente sull’out di sinistra, laddove agisce Cristiano Ronaldo, le difficoltà sono più evidenti. Non solo e non tanto per le mancate coperture del fresco Pallone d’oro, quanto per le caratteristiche dello stesso esterno, Marcelo. Il brasiliano, cresciuto tantissimo in fase difensiva negli ultimi anni, soffre ancora un po’ l’uno contro uno.

Zidane chiede ai suoi attaccanti e centrocampisti un grande sforzo. Devono sì essere rapidi e veloci in fase di transizione positiva e costruzione della manovra offensiva; ma allo stesso tempo devono spendere energie importanti quando la palla è controllata dagli avversari. Gli attaccanti e le mezzali sono i primi difensori ed il raddoppio è un’arma sistematica per rallentare o fermare l’avanzata degli avversari.

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http://www.radiomarte.it/marte/real-madrid-napoli-30-ore-di-diretta-per-levento-del-bernabeu-alle-22-di-martedi-scatta-la-grande-notte-azzurra/

Venerdì, 10 Febbraio 2017 12:16

Cuore Azzurro n°151 del 10/02/2017

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